IL futuro di un popolo è basato sulle capacità produttive; il governo italico occupatore lo chiama PIL,noi sardi abbagliati dai facili guadagni siamo cascati nel tranello schiavizzante del nemico abbandonando quello che era ed è il nostro patrimonio produttivo (LA TERRA) che per secoli è stata invidiata da tutti i popoli del mediterraneo,tanto che eravamo il granaio d’Italia.

I nostri prodotti sono di prima qualità, richiesti in tutte le parti del mondo.

Calcolando che in Sardegna importiamo circa l’80% del nostro fabbisogno alimentare e considerando che abbiamo circa 250000 mila ettari di terreno incolto, sarebbe utile per la nostra sopravvivenza dignitosa rientrare nella cultura della coltivazione.

Immaginate il flusso economico se solo aumentassimo la produzione agricola del 40%?

Oggi viviamo il fallimento, portatoci da oltre mare, dell’industria che ci ha lasciato disoccupazione, disperazione, miseria ed inquinamento.

Fatta questa piccola analisi l’industria chimica, eolica, solare, ecc. ha portato in Sardegna solo sogni dissolti al cielo come bolle di sapone;

riflessione……

sentimenti come la determinazione e l’amore per la nostra terra porteranno in poco tempo benessere naturale

Luigi ZUCCA (Provveditore Generale Sez. Agricoltura del Governo Sardo Provvisorio)

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