2013.11.30 – Le onde ELF: La spiegazione del tifone Filippino.

Posted by Presidenza on 30 Novembre 2013
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28 novembre 2013

Il Video di Dutchsinse obbliga gli scienziati filippini a negare la geofisica e la tecnologia HAARP

Quando il ricercatore meteo Michael Janitch (aka Dutchsinse) ha caricato un video che mostra che gli impulsi a microonde che hanno preceduto la formazione del tifone Yolanda-Haiyan prima che colpisse le Filippine, il video è andato virale, spingendo molti filippini ad inviarlo a stazioni di notizie locali chiedendo spiegazioni .

I Siti di notizie di carattere mainstream hanno raccolto le informazione di Janitch, che deve aver davvero infastidito molti ufficiali militari, perché in pochi giorni gli stessi siti di notizie hanno chiamato questa teoria ‘complottista‘ e negato con la fisica di base che le microonde possano avere un impatto diretto sul meteo

I più importanti scienziati Filippini ‘negano che le onde elettromagnetiche possano influenzare il clima o causare terremoti’. Mettetevi al riparo, cari filippino, perché il direttore esecutivo del progetto NOAH (valutazione operativa  dei rischi nazionali), il dottor Alfredo Mahar Francisco A. Lagmay, si sta terribilmente sbagliando oppure volutamente sta mentendo.

Non solo le onde elettro magnetiche hanno un impatto col clima e con i terremoti, ma gli scienziati hanno imparato come utilizzare queste onde per fare proprio questo. Dalla metà degli anni 1990, con la creazione di HAARP, questa tecnologia dell’alta frequenza attiva del progetto aurorale di ricerca, è stata sviluppata e distribuita. HAARP manipola la ionosfera con onde radio dirette, che quindi interessa una zona in modo che interferiscano con le comunicazioni elettroniche, attivino rapidamente terremoti e tempeste.

Ci sono circa due dozzine di note stazioni HAARP – in tutto il pianeta in grado di interagire con la ionosfera. Se la tecnologia non funzionasse, avrebbero costruito tutte queste stazioni aggiuntive? I governi da tempo studiano la ionosfera. Almeno fin dal 1970, i laboratori di ricerca ionosferica erano (e sono) di stanza a Boulder, Colorado; Juliusruh, Germania; Průhonice, Repubblica Ceca, Akita, in Giappone; Vasilsursk, Russia.

Spiegazione tecnica del funzionamento delle onde ELF

L’11 novembre, le International Business Times ha scritto:

REPORT sono emersi che la tempesta di categoria 5, uno dei più forti tifoni del mondo, è stato causato da un impulso di microonde. 

Un’anomalia di onde microonde è stato osservato nel Pacifico occidentale, provocando una rotazione pesante e permettendo di sviluppare e crearsi una grande tempesta. Tempeste tropicali causate da anomalie di microonde o raggi sono stati precedentemente discussi dal dottor Michio Kaku, al Canale Meteo e alla CNN …. 

Il “fascio” anomalo a microonde presumibilmente proveniva dalle isole occidentali e finiva nell’oceano pacifico occidentale, appena a nord della Papua Nuova Guinea. Dopo i fasci di microonde, hanno mostrato le immagini satellitari, vi è stata una “pesante rotzione” che ha iniziato a svilupparsi, fino a diventare una grande tempesta tropicale. Il rapporto afferma che la rotazione si è sviluppata entro 1 giorno dall’anomalia delle onde microonde.

 

IBT ha anche caricato tre video di Dutchsinse, collegando gli impulsi di microonde per la formazione del Typhoon Yolanda-Haiyan , al recente terremoto di Taiwan e alla depressione tropicale Zoraida .

Ma il potere costituito a quanto pare ha dato l’ordine, spingendo l’IBT e altri siti di notizie di cercare di negare la fisica. A seguito l’IBT ha affermato, “Lo scienziata filippino Mahar Lagmay smentisce la teoria degli ‘impulsi a microonde’ del Super Typhoon Haiyan”. Costui non ha dimostrato nulla, quello che ha fatto è stato negare che la tecnologia esista e calunniare Dutchsinse.

Un sito filippino, ABS-CBN News, ha dedicato un segmento di 15 minuti al problema, portando il dottor Lagmay ad accusare Janitch di riprodurre ed utilizzare un “trucco” sul mondo per spiegare la sua teoria sul “microonde ad impulsi”. L’unica diretta confutazione offerta era che tale tecnologia “non è stata dimostrata” di essere in grado di dirigere o peggiorare le tempeste.

Il giornalista ha fatto una forte argomentazione contro l’influenza delle onde a microonde; questo ha obbligato il geologo ad offrire una spiegazione elementare dello spettro elettromagnetico. Senza dubbio, molte cose, tra cui le armi ad alta tecnologia, sarebbe simili alle “teoria della cospirazione” per i non informati.

Ma Lagmay ha chiamato l’idea che le microonde possano influire sul clima come una “teoria della cospirazione”.

L’etichetta “teorico della cospirazione” è semplicemente la versione di oggi della medievale accusa di eresia, e vengono applicate quando i detentori del potere vogliono sopprimere le informazioni per screditare il messaggero. Rizzate le orecchie, abitanti del pianeta, quando viene chiamto in causa il ‘teorico della cospirazione’… si può solo imparare qualcosa di reale che i governi sostengano sia una bufala (e non vogliono che tu conosca).

Lagmay ha anche detto alla ABS-CBN che le microonde non possono generare terremoti. Ma le squadre di ricerca di idrocarburi che utilizzano la tomografia della terra come penetrante, dissentono. Come rivelato in un documentario del 2009 su History Channel che ha coperto la guerra del clima.(La popolare serie, “è impossibile!” è stata cancellata dopo soli sei episodi .)

Dr. Brooks Agnew, un fisico coinvolto in gas e petrolio, spiega che, le onde ”ELF [frequenze estremamente basse] sono proprio come un sub-woofer in auto, si può effettivamente sentire le vibrazioni attraverso il vostro corpo. Le onde ELF sono allo stesso modo, una vibrazione rivolta verso la terra, ed a frequenze risonanti giuste, possono avere effetti devastanti “.

Il dottor Agnew ha aggiunto, “Queste condizioni sono già presenti nel terreno, tutto quello che serve è l’energia di attivazione per il rilascio.”

Le smentite del dottor Lagmay e gli altri attacchi a Dutchsinse hanno spinto il ricercatore a rispondere con  video e collegamenti di 76 minuti di tutte le sue fonti che spiegano la tecnologia a microonde e rivelano le sue capacità.

 

La sua pagina web è valsa uno studio approfondito, ma ecco il suo video di  risposta:  http://www.youtube.com/watch?v=ogpNcknyGjg#t=1723

L’elettromagnetismo può essere ed è stato manipolato per anni, e la negazione di Lagmay non è plausibile, specialmente data la sua formazione geologica.

Un sito come HAARP, sottolinea Dutchsinse, è in grado di generare un’onda ad alta frequenza, un fascio verso il cielo, ovvero verso la ionosfera, in cui il campo elettromagnetico naturale del pianeta può modulare una bassa frequenza prima di rifletterla di nuovo verso il pianeta.

Il problema è che la maggior parte degli americani non leggono Dutchsinse, o me, o Nick Begich, o Global Research, che ha prodotto numerosi articoli di provenienza sul tema (o i migliaia di altri siti/blog che scrivono di esso). Questo rende più facile per i top-ufficiali della nazione filippina rivendicare:

La cosa più simile (alla teoria delle Onde a Microonde) che io conosca, riguarda le discussioni sull’ingegneria del clima. Ci sono progetti di ricerca che vogliono testare se è possibile iniettare aerosol e così via nell’atmosfera. Si tratta di un progetto che è stato fermato dai governi a causa delle denunce pubbliche.

Davvero? Quando? Quali paesi hanno deciso di fermare quei progetti? E se è vero che questi progetti sono stati chiusi, allora perché il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico recentemente ha avvertito i politici di non interrompere le loro strategie di gestione della radiazione solare che includono l’irrorazione con aerosol nell’atmosfera, dicendo:

Se le SRM dovessero essere fermati, per qualsiasi motivo, vi è l’elevata probabilità alta che la temperatura della superficie terrestre aumenterebbero molto rapidamente a valori coerenti con il gas serra. 

La meteorologia insegna che le onde elettromagnetiche hanno un impatto sul tempo e sul clima. La geologia riconosce che le vibrazioni possono provocare terremoti.

In cima alle preoccupazioni per il danno causato dal tifone Yolanda-Haiyan, ora i filippini hanno anche altre preoccupazioni, dato che l’uomo incaricato della valutazione dei rischi per la loro nazione è apparentemente inconsapevole o non vuole riconoscere dell’influenza della scienza sulle condizioni atmosferiche e la lunga storia delle armi planetarie

tratto da : (clicca qui)

FONTE

Tradotto e Riadattato da Fractions of Reality

 

 

Tratto da «Scienza e Vita» nr.181 febbraio 1964

Fisici di ventidue Paesi hanno assistito agli straordinari esperimenti eseguiti in Francia con il «meteotron» del professor Dessens.
Dai cento bruciatori del «meteotron», piantati come pali sul circuito di un esagono regolare, cento fiamme scaturiscono contemporaneamente, al segnale del professor Dessens. Sono bastati trenta secondi perché all’interno di questo esagono, 3200 metri quadrati di lato si trasformassero in un braciere.
Il fuoco crepita furiosamente nei turbini di fumo nero. Poi, rapidissime, le fiamme alte quattro metri decrescono e ricadono rasente i cespugli rosseggianti. E’ la fine dell’incendio, e, per gli specialisti francesi e stranieri che assistono alla dimostrazione (sono circa sessanta fisici provenienti da dodici Paesi), è il momento della verità: là in alto, al di sopra delle fumate che chiudono ancora l’orizzonte dei Pirenei, nel cielo fino a quel momento perfettamente limpido, si sta formando una nuvola, un cumulo. Il tutto in meno di cinque minuti.

«Io non fabbrico pioggia…». Il professor Dessens non vuole che lo si confonda con quegli specialisti di pioggia provocata che sono così numerosi negli Stati Uniti. Egli infatti non si contenta di «seminare le nubi»; le crea.A prima vista, niente dovrebbe essere più facile che sciogliere una nuvola. In effetti, un cumulo-nembo di uragano può racchiudere sino a 200.000 tonnellate di acqua! Ma queste enormi masse liquide sono depositate sotto forma di piccole gocce che hanno un diametro di 30 micron; e per formare una sola goccia di pioggia se ne devono saldare insieme 300.000. Come provocare artificialmente tali agglomerati? Questo era il problema per i fabbricanti di pioggia. La soluzione è venuta da un fisico norvegese, Tor Bergeron, che ha dimostrato come se la cava, in questo caso, la natura stessa. Teoricamente, spiega lo scienziato norvegese, le goccioline sospese nelle nuvole non dovrebbero mai incontrarsi: la legge fondamentale dell’elettrostatica glielo vieta, dato che esse sono cariche di una elettricità dello stesso segno. E tuttavia la pioggia esiste. Che cosa accade dunque? Semplicemente, che talune di queste goccioline sono a sopraffusione (a –5°, per esempio, esse restano liquide) ed altre si trasformano in minuscoli cristalli di ghiaccio. Ora, l’esperienza c’insegna che un pezzo si ghiaccio messo in presenza di un’acqua sopraffusa non tarda ad assorbirla. E’ così che si formano i fiocchi di neve. All’origine, infatti, ogni pioggia è neve la quale poi si scioglie per effetto del riscaldamento nell’atmosfera.Da questo momento, la via dei fabbricanti di pioggia era tracciata: per provocare la caduta di pioggia bastava loro favorire la formazione di cristalli di ghiaccio nelle nuvole introducendovi degli appositi germi. Un metodo vecchio di quindici anni e che ha dato prova di sé. Tuttavia…
« Nel 1954 – ci fa notare il professore Dessens – si voleva far piovere sulla Beauce, e invece piovve sulla Germania…»

Ma c’è un’obiezione più grave. I fabbricanti di pioggia non incontrerebbero certamente alcuna difficoltà a «seminare» il cielo italiano o quello francese. Ma come «seminare», ad esempio, il cielo del Sahara, dove manca la materia prima e cioè la nuvola? Bisognava dunque studiare il problema più a fondo, come ha fatto il professor Dessens, non al livello della formazione delle piogge, ma a quello della formazione delle nuvole.
Tutto è cominciato nel 1955. In quell’anno, il professor Dessens, invitato dai piantatori di cacao di Lukolela, compiva un viaggio di studio in Congo. Quivi egli osservò per la prima volta una pratica corrente, a quanto strana, in Africa, quella cioè di accendere dei fuochi di boscaglia per «far piovere». Il professore sapeva che non si trattava di un semplice rito di magia. Egli stesso, qualche anno prima, aveva proposto alle autorità belghe di utilizzare razionalmente i fuochi di boscaglia per modificare la piovosità del Congo.Ma come si creano le false nuvole, vuoi con il fuoco di boscaglia, vuoi con il «meteotron»? Bisogna prima di tutto capire come si formano le nuvole vere. Tutti sanno che l’evaporazione dei mari, dei laghi e dei fiumi, carica l’aria nelle vicinanze del suolo, di immense quantità di vapore acqueo. Ma perché si formi la nuvola occorre anche che il vapore si condensi in goccioline. Ora, questa condensazione è possibile solo se l’aria si raffredda. E per raffreddarsi – ecco il primo paradosso – è necessario che essa prima si riscaldi. Sotto l’azione del Sole, in effetti, la sua pressione aumenta: è la condizione necessaria perché l’aria si innalzi in corrente ascendente trascinando i vapore acqueo verso regioni sempre più fredde. La quantità massima di vapore acqueo che un litro d’aria può racchiudere varia rapidamente in funzione della temperatura: è di 20g a 25°, appena di 11g a 10°. Viene dunque un momento in cui l’acqua contenuta nell’aria non può più restare allo stato di vapore e deve condensarsi.

Ed ecco un secondo paradosso: alcuni fisici hanno dimostrato che le molecole di vapore acqueo, aprendosi un passaggio attraverso le molecole di ossigeno e di azoto, che si urtano a vicenda senza mai unirsi, dovrebbero, in linea di principio, comportarsi alla stessa maniera: non condensarsi mai. Se di fatto esse si condensano, malgrado questa teorica impossibilità, è perché incontrano costantemente sui loro percorsi delle «trappole a molecole d’acqua»: grani di polvere, elementi impalpabili di fumo e, soprattutto, minuscoli cristalli di sale marino strappati alle onde.
Due sono dunque le condizioni perché si possa formare una nuvola: una corrente ascendente d’aria clada che trascini il vapore acqueo verso le altezze in cui esse si condensano in goccioline; un’atmosfera carica di «trappole a molecole», vale a dire, in termini scientifici, di «germi di condensazione». Di queste due condizioni, la prima è la più importante. Ma bisogna precisare bene: una corrente d’aria calda. Il calore in se stesso non conta, altrimenti il Sahara sarebbe coperto di nuvole! Ciò che importa è il riscaldamento differenziale, detto anche riscaldamento di una zona limitata al di sopra della quale si produce un vero e proprio «tiraggio» come in un camino.
I cento bruciatori del «meteotron» che sviluppano una potenza termica di 700.000 kilowatts, non hanno difficoltà a creare un camino stabile per trasportare le correnti ascendenti. Senza contare che le faville e le polveri sprigionate dal fumo costituiscono delle eccellenti «trappole a molecole».
Dal punto di vista del diritto internazionale, il «meteotron» appartiene al Presidente della Repubblica del Congo, Kasavubu che, in base agli accordi intervenuti con la passata amministrazione belga, potrebbe reclamarlo in qualsiasi momento. Il «meteotron» era stato in effetti concepito per il Congo. Nel 1960, un voluminoso materiale – motori diesel, pompe, bruciatori – stava per essere imbarcato, quando fu proclamata l’indipendenza del Congo. Durante diversi mesi, l’apparecchio restò bloccato sui moli di Marsiglia, poi, essendo chiaro che i congolesi vi avevano rinunciato, il ministero dell’Educazione nazionale francese ne decise l’installazione a Lannemezan.

Da allora sono passati tre anni, tre anni di esperimenti durante i quali il «meteotron» ha rivelato sempre nuove possibilità. In un minuto, il «meteotron» può aspirare ricadute nucleari diffuse nell’aria e disperderle nell’atmosfera a più di mille metri di altezza. Molti specialisti, senza disconoscere i rischi della «ricaduta», ritengono che il «meteotron» potrebbe essere un mezzo, in caso di accidente grave, per scongiurare i pericoli più immediati di un inquinamento atomico dell’atmosfera e ridurne gli effetti catastrofici.
Altra utilizzazione inaspettata del «meteotron» è quella di «guida-fulmini». Operando con tempo sereno, il professor Dessens e i suoi collaboratori hanno osservato più di una volta che ottenevano non soltanto dei cumuli piovosi ma anche delle vere e proprie trombe di grandine, dal diametro di una dozzina di metri, che univano la nuvola al suolo come un immenso pilastro attorcigliato. In tempo di uragano, nell’asse fortemente ionizzato della tromba si producono violente scariche di elettricità. Forse un giorno sarà possibile osservarvi quella varietà di fulmine chiamato «globulare», un litro del quale, secondo calcoli del fisico sovietico Kapitza, contiene più energia nucleare che una esplosione atomica.
Il Pentagono mostra perciò molto interesse per il «meteotron». Ma per il momento, e per altri lunghi anni ancora, senza dubbio, il professor Dessens darà la precedenza alle utilizzazioni pacifiche del suo strumento, concepito per realizzare un vecchio sogno dell’uomo: modificare e correggere il clima.

VEDI ANCHE
Multiple “Meteotron” Jet Engines Used in the USSR in the 1970s
for Successful Cloud formation Experiment

tratto da : (clicca qui)

Fonte: NoGeoingegneria

 

 

 

 

21.10.2013

Oggi si è svolto un significante referendum nella millenaria Repubblica di San Marino sull’adesione all’Unione Europea. I SI per l’Europa hanno vinto con uno scarto di 76 voti (6733), ma il quorum NON è stato raggiunto, bastava il 32% ed i SI hanno ottenuto un magro il 20.22%.
Interessante il fatto che i voti all’interno di San Marino sono stati più per il NO che per il SI, quest’ultimo aiutato invece dai sammarinesi residenti all’estero.
Con il mancato quorum, i saggi  cittadini dell’antica Repubblica, chiaramente non influenzati dai slogan da bar dello sport, hanno difeso il Monte Titano dalla grinfie di Berlino, Bruxelles e da tutta la compagine targata TROIKA. Ovvia la delusione della sinistra del SI Europa, affetta da un’infantile megalomania da integrazione darwiniana (http://liradidio.blogspot.it/2013/06/stati-uniti-europei-ovvero-ritorno-all.html), dove piccolo sarebbe brutto e grande sarebbe bello senza se e senza ma, la quale ha già mostrato scenari catastrofici, illustrando un futuro di isolazionismo dal resto del mondo ”civilizzato” come se il Monte Titano fosse un promontorio all’interno della Papua Nuova Guinea…
L’antica sovranità di San Marino è salva da quella globalizzazione, che magari avrebbe imposto prelievi forzosi alle sue banche o l’avrebbe invasa da frutti provenienti dal Nord Africa o da vini cinesi.
Duemila e cinquecento anni fà la piccola Sparta con 300 uomini si era opposta all’egemonia persiana, oggi la storia si ripete con fierezza nella sovrana Repubblica di San Marino dove coloro che non sono andati al voto e 6657 dei suoi cittadini  hanno saputo dire alle urne NO  al gigante europeo espressione delle lobbies.

tratto da : (clicca qui)

 

 

 

Edward Snowden, l’ex agente dell’Nsa che ha rivelato lo spionaggio da parte del National Security Agency di centinaia di milioni di persone e società sparsi nei cinque continenti, Italia compresa.

 Milioni e milioni di telefonate intercettate, di email lette, di conversazioni skype ascoltate. Il grande fratello americano ci controlla, ci sorveglia e spia. Ma la cosa peggiore è che lo fa con il nostro consenso. Non nostro di cittadini italiani, nostro del nostro governo. Anzi, di tutti gli ultimi nostri governi. Il ministro degli Esteri Usa John Kerry è a Roma e il presidente del consiglio Enrico Letta ha dichiarato che gli chiederà spiegazioni in proposito del “datagate”. Cosa curiosa, visto che molte delle informazioni che l’Nsa ci ha spiato (invadendo la nostra privacy) gli sono state fornite proprio dai nostri servizi segreti. Siamo stati venduti non solo alla Casa Bianca, ma anche alle grandi banche, alle società di Borsa e alle multinazionali, in altre parole: al Club Bilderberg, di cui Letta fa parte, per sua stessa ammissione.

Il settimanale tedesco “Der Spiegel” ha scritto che i suoi giornalisti hanno visto documenti cartacei e digitali da cui emerge come la Germania abbia collaborato in maniera massiccia alla raccolta dati da parte dell’Nsa.

Secondo il quotidiano britannico “Guardian”, lo spionaggio europeo da parte dell’Nsa sarebbe iniziato cinque anni fa.

Jan Philipp Albrecht, deputato dei Verdi tedeschi e specialista di protezione dei dati, intervistato dal “Guardian”, ha dichiarato: «Da quello che mi risulta, Regno Unito, Danimarca, Olanda, Francia, Germania, Spagna e Italia hanno tutte firmato un accordo che prevede la fornitura di dati digitali agli Stati Uniti. In altre parole, hanno spiato i propri cittadini per conto di Washington». Informazione, questa verificata dal quotidiano britannico “Observer”.

Il governo italiano nega. Popoff ha deciso di parlare con un ex funzionario dell’Nsa, Wayne Madsen. Madsen in passato ha fatto rivelazioni scioccanti sull’11 settembre, sul caso Calipari, su Al Qaida e sulla famiglia Bush. Tutte informazioni rivelatesi corrette e dimostrate anche documentalmente.

Madsen: «L’Italia, ma anche la Germania, la Francia e altri paesi europei hanno accordi segreti con gli Stati Uniti per il passaggio di dati personali alla National Security Agency. L’Italia, ma anche la Gran Bretagna, la Francia, la Danimarca, l’Olanda, la Germania, la Spagna e, ovviamente, gli Stati Uniti, hanno accesso al Tat-14, il sistema di telecomunicazioni transatlantico via cavo che consente loro di intercettare un’enorme quantità di dati, incluse telefonate, email e la storia di accesso a Internet degli utenti. E per utenti intendo anche l’Unione Europea, che viene definita dall’Nsa un “target”, un obiettivo».

«L’Nsa ha suddiviso i suoi partner, che l’aiutano a reperire informazioni, in tre gruppi diversi, in base al livello di fiducia. Gli Usa sono ovviamente nella prima categoria. La seconda è formata da Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda. La terza è composta da Danimarca, Paesi Bassi, Francia, Germania, Spagna e Italia. In realtà c sarebbe anche un quarto livello. Ma di questo si conoscono solo alcuni Paesi, come Finlandia e Svezia».

«La National Security Agency è diventata più potente con il passare degli anni. La guerra al terrore dell’Amministrazione Bush, proseguita da Obama, ha fatto il resto. Oggi l’Nsa è di gran lunga il più potente servizio di spionaggio al mondo».

«Ma lo sapete qual è la cosa più assurda? L’Nsa è il servizio segreto elettronico degli Stati Uniti d’America. Quindi, chiunque giungerebbe alla conclusione che i dati che raccoglie vengano consegnati alla Casa Bianca. Magari fosse così. Lo sapete a chi riferisce le informazioni il direttore Keith Alexander? oltre a Obama, ovviamente. Ebbene, Alexander partecipa alle riunione del Club Bilderberg. Dunque, entrano in possesso dei nostri segreti banchieri, finanzieri, amministratori delegati di multinazionali, generali».

«Da quello che mi risulta, l’Italia è stato uno dei Paesi più solerti a fornire informazioni a Washington. Sto parlando di milioni e milioni di dati sensibili e di informazioni personali per ciascuno dei sessanta milioni di italiani. Prendete ad esempio il caso Calipari. Il vostro agente segreto è stato assassinato da una squadra americana d’élite anche grazie alle informazioni fornite dai vostri servizi segreti. Insomma, i vostri governi vi hanno venduto alla Casa Bianca, alle grandi banche, alle grandi società di Borsa, alle multinazionali».

 tratto da : (clicca qui)

 

Fonte: popoff.globalist – tratto da: seigneuriage.blogspot.it

 

 

 

di Alberto Magnani

27 novembre 2013

Alex Salmond insieme a Nicola Sturgeon (Epa)

Altro che «the most stingy nation in the world», la nazione più tirchia del mondo. La Scozia accelera sull’autonomia, scaldando un elettorato in bilico per il referendum secessionista del 2014. Ma nelle più di 660 pagine della «Guide for independence» pubblicata dallo Scottish National Party, la parola è un’altra: benefit. Per le imprese, con una corporate tax sulla scia del regime super agevolato dell’Irlanda. E per i giovani: Edimburgo, da succursale all’estremo nord di Londra, si candida a capitale degli high skilled workers. I neoprofessionisti ad altissimo tasso di competenze in fuga da università e aziende incagliate nelle crisi.

È vero: non è solo sui top graduates europei e asiatici che si gioca la partita di Alex Salmond, primo ministro della Scozia e leader di un Snp rimbalzato dai bassifondi elettorali al timone politico di Edimburgo. La Guide for Indipendence insiste su terreni più corposi. Come il taglio alle aliquote sulle imprese, giù dal 20% di Londra a un 17% che si avvicina al fisco leggero di Lussemburgo (15%) e Dublino (12,5%). O la rivendicazione di una quota dell’81% sulla produzione dei giacimenti di petrolio e gas naturale del Mare del Nord. L’oro nero sulla costa est dell’Isola sforna meno barili di un tempo, ma il patrimonio resta valutato dai 6 ai 12 miliardi di sterline l’anno.

L’apertura ai migranti più qualificati, prima e dopo gli studi universitari, cavalca il boom occupazionale previsto da Salmond in caso di devolution. Il solo taglio di tre punti alla corporate tax, secondo Salmond, potrebbe creare fino a 27mila posti di lavoro grazie all’indotto dei big “attratti” a nord del Vallo con il nuovo schema fiscale. E il rialzo dell’export del 50%, previsto entro il 2017 in caso di indipendenza, significherebbe almeno 112mila assunzioni. Quale risorsa migliore delle migliaia di giovani e giovanissimi che scelgono l’Isola per gli studi universitari? Nel mirino ci sono soprattutto i ricercatori di area scientifica e tecnologica, «cruciali per la strategia industriale», e i talenti fuori dai confini Ue. Il pacchetto non esclude ritocchi alla regole d’accesso sui visti, per «incentivare gli studenti extra-comunitari a continuare i propri studi in Scozia». I neoassunti, a quanto è emerso, sarebbero destinati soprattutto alle zone meno sviluppate del paese, come motore in più nello sviluppo industriale. Le lauree triennali, nei 19 atenei del Paese, sono a costo zero per i cittadini scozzesi e dell’area Ue.

L’assist migliore dovrebbe arrivare proprio da Londra, dove il caro rette ha fatto lievitare le tasse universitarie fino a un minimo di 9mila sterline. Dovrebbe. Perché finora, con o senza l’accetta di Cameron sui fondi all’istruzione, le matricole international preferiscono l’Inghilterra. Merito dei loan, i prestiti d’onore che permettono di finanziare gli studi e rimborsare quanto percepito con il reddito lavorativo. E di policy d’accoglienza più generose dei cugini scozzesi: a quanto sottolineano i report degli ultimi anni, «anche in tempo di crisi» gli atenei inglesi hanno versato più di 370 milioni di sterline per gli studenti disagiati. Gli omologhi scozzesi, un po’ meno: circa 10 milioni.

tratto da : (clicca qui)

2013.11.27 – Il club della Cupola Europea del business

Posted by Presidenza on 27 Novembre 2013
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tratto da : (clicca qui)

 

Parliamo di cose serie e cominciamo a fare i nomi. Veri.
Quali sono le personalità più influenti nel mondo politico-economico, in Italia?
Berlusconi? Letta? Alfano? Cicchitto? D’Alema? Casini? Monti?……
Nessuno di questi.
Sono tutti intercambiabili.
Sono tutte persone di seconda fila il cui compito consiste nell’imbonire gli italiani, ciascuno secondo le proprie competenze, per far loro credere di vivere sotto una democrazia e quindi eseguire gli ordini dei loro veri padroni.
Chi decide in Europa?
Merkel? Van Rompuy? Olli Rehn? Barroso? Draghi?
Nessuno di questi.
Sono tutti intercambiabili.
Sono tutte persone di seconda fila il cui compito consiste ecc., ecc.
Se io vi dicessi che, oggi come oggi, la persona più importante, più influente, e decisiva, nel campo delle tematiche sociali in Italia -tanto per fare un esempio- è un certo Carlo Bozotti, il 99,99% dei lettori si metterebbe a dire sostenendo “ma chi lo conosce a questo?”.
Infatti.
Qui sta il punto.
Chi decide in Europa è un pugno di uomini, ben allenati, amici tra di loro di lunga data.
Sono una cinquantina.
Costoro, sono la vera cupola che sovrintende ai destini degli europei.
Loro decidono chi governa e chi non lo fa. Loro stabiliscono se l’Italia avrà le larghe intese, se la Germania avrà la grossekoalition e se è il caso che il Belgio abbia o non abbia un governo.
Loro decidono quali Leggi far passare in Italia e nel resto d’Europa.
Loro decidono quanti disoccupati ci devono essere o non essere e se le imprese italiane devono o non devono essere pagate.
Sono tutti membri del più potente club del pianeta Terra.
In confronto, il Bilderberg è folclore per nuovi ricchi a caccia di status sociale da esibire.
Ecco, qui di seguito, tutti i nomi suddivisi per nazionalità e ordine alfabetico.
http://ert.eu/members
Il Club è nato nel 1982 e fortemente voluto, allora, da Ronald Reagan che ne affidò l’iniziale cura a Licio Gelli;  costituisce lo zoccolo duro delle persone che prendono ogni decisione in Europa.
Complessivamente è stato calcolato che hanno a disposizione un budget intorno a 1,28 miliardi di euro, utili per pagare (e soprattutto coloro) che si dimostra necessario mettere nella lista della spesa per far varare leggi, dispositivi, spostare capitali, lanciare leader politici, ecc.
Il club si chiama ERT EUROPE.
Tranquilli! ecco il link:
http://ert.eu/
E’ ufficiale. Non sono più clandestini. Lo erano fino a pochi mesi fa.
Ormai, convinti di aver vinto, si sono aperti il loro bravo sito dove si presentano per ciò che essi sono, suddivisi per segmenti, settori di competenze, segmenti di mercato.
I fondatori, circa 30 anni fa, sono le persone che vedete nella fotografia in bacheca. Loro sono davvero orgogliosi (e lo comprendo) delle loro origini. Le persone che vedete nella immagine sono:
Karl Beurle (Thyssen), Carlo De Benedetti (Olivetti), Curt Nicolin (ASEA), Harry Gray (United Technologies), John Harvey – Jones (ICI), Wolfgang Seelig (Siemens), Umberto Agnelli (Fiat), Peter Baxendell (Shell), Olivier Lecerf (Lafarge Coppée), José Bidegain (Cie de St Gobain), Wisse Dekker (Philips) Antoine Riboud (BSN), Bernard Hanon (Renault), François-Xavier Ortoli (EC), Pehr G. Gyllenhammar (Volvo), Etienne Davignon (EC), Louis von Planta (Ciba-Geigy), Helmut Maucher (Nestlé).
Questo era il nucleo storico. Alcune di queste persone non esistono più, decedute, come Umberto Agnelli, Harry Gray e altri ancora. Alcune aziende sono state incorporate da altre e quindi i rappresentanti sono cambiati. Ma il progetto, la strategia e la finalità del 1982 rimane la stessa: gestire l’Europa Occidentale come piace a loro.
Controllano il 75% della produzione mediatica europea. Mediaset la controllano attraverso gli incroci azionari trasversali e Berlusconi non lo hanno mai voluto dentro perchè lo considerano inattendibile e inaffidabile, troppo individualista per i loro gusti, gli danno ordini dall’esterno. Controllano le borse, i mercati, gli investimenti industriali. Stabiliscono le assunzioni nelle corporation, nelle aziende statali strategiche, le commesse militari, chi deve andare su, chi deve andare giù, chi deve andare a dirigere i canali televisivi, i giornali, le banche.
Le persone di questa lista, tutte insieme, hanno 1.500 uffici (perfettamente legali) a Bruxelles nei quali si dedicano e si occupano di lobby gestendo i rapporti con le apposite e specifiche commissioni europee.
Parlare quindi di Berlusconi o di Letta è inutile; sono persone che non contano nulla.
Questi sono quelli che decidono.
La loro attività è stata spulciata, monitorizzata e analizzata nell’ultimo anno da un migliaio circa di folli internauti (tra cui il sottoscritto) disseminati in Europa e California e dalla prossima settimana, partendo dalla Francia, inizia il processo di presentazione pubblica della cupola. Un gruppo di giornalisti investigativi anglo-americani, in accordo con un gruppo di intellettuali francesi e austriaci, hanno prodotto un documentario nel quale raccontano le gesta dei 15.650 impiegati a pieno regime che lavorano a Bruxelles per questa organizzazione al fine di fare business. Puro business. Loro sono i monarchi, noi siamo i loro sudditi. Per queste persone noi non esistiamo come esseri umani, siamo -come ha ben sintetizzato il grande sociologo Zygmunt Bauman- un danno collaterale.
Il loro obiettivo strategico, in questa fase attuale, consiste nel distruggere ogni tentativo di costruire modelli di cittadinanza attiva e di opposizione ai partiti che loro controllano e finanziano in Europa. Dalla prossima settimana, inizia la diffusione in diverse città di Europa del documentario intitolato “The Brussels Business” e diretto da Friedrich Moser e Mathieu Lieuthert che verrà proiettato in diverse città europee e poi diffuso anche in rete. Successivamente, comunicherò dove e quando è possibile vederlo a Roma, Milano, Palermo, Bologna.
E’ intorno a questo club che si gioca la partita d’Europa; è fondamentale, quindi, conoscerne la genesi, la modalità di comportamento, la strategia di impiego. In tal modo sarà utile poter cominciare a parlare delle questioni vere sapendo chi sono gli interlocutori veri, di cui in televisione e sul cartaceo non sentirete mai neppure una parola al riguardo.
Sono suddivisi in settori:
Competition Policy
Chairman: Jacob Wallenberg Convenor: Wolfgang Kopf Contact: Roeland Van der Stappen
Competitiveness
Chairman: Peter Löscher Convenor: Contact: Roeland Van der Stappen
Energy & Climate Change
Chairman: Bruno Lafont Convenor: Vincent Mages Contact: Kimberley Lansford
Raw Materials
Chairman: Convenor: Gunnar S. Jungk Contact: Roeland Van der Stappen
Societal Changes
Chairman: Carlo Bozotti Convenor: Tjerk Hooghiemstra Contact: Kimberley Lansford
Trade and Market Access
Chairman: Nils S. Andersen Convenor: Anders Würtzen Contact: Roeland Van der Stappen
CFO Task Force
Chairman: Peter R. Voser Convenor: Simon Henry Contact: Roeland Van der Stappen
(n.d.r: per CFO si intende tutta la normativa europea che riguarda finanza pubblica, suo impiego, sua tassazione, sua normativa)
Il nostro bravo Bozotti che dirige e coordina tutti gli aspetti legati alle politiche sociali in Europa è uno dei più importanti imprenditori italiani, leader nella produzione dei semi-conduttori, che ha il compito di assumere il controllo di tutta la produzione elettronica imbavagliando la rete. L’importanza del suo nome e della sua posizione è venuta fuori grazie al pragmatismo anglo-sassone. Un blogger, infatti, che si occupa di finanza, è rimasto colpito dal fatto che per ben tre volte il nostro concittadino entrasse dentro importanti aziende, le facesse fallire, e quando erano decotte poi venisse saldato con parcelle principesche. In una pubblicazione on line di cui avete qui il link
http://www.electronicsweekly.com/si chiedeva come mai ciò avvenisse, e poi si è dato da fare e ha costruito per noi la biografia di questo imprenditore, gentilmente condivisa con il popolo della rete  http://www.leadersmag.com
Qui di seguito c’è la biografia del nostro sconosciuto imprenditore: Carlo Bozotti has held his current position since March 2005. He is the sole member of the Management Board and chairs the company’s Corporate Executive Committee and Corporate Strategic Committee. Bozotti also serves as Vice-Chairman of the Board of Directors at ST-Ericsson SA. He joined SGS-ATES (later renamed SGS Microelettronica), a predecessor company to STMicroelectronics, in 1977. Ten years later, SGS Microelettronica of Italy merged with Thomson Semiconducteurs of France and is today STMicroelectronics, which is among the leading semiconductor companies worldwide, Bozotti became General Manager of the Telecom Product Division and, subsequently, he was promoted to Director of Corporate Strategic Marketing and Key Accounts, and later, to Corporate Vice President, Marketing and Sales, Americas. In 1994, Bozotti was appointed Corporate Vice President for Europe and the Headquarters Regions. From 1998 to 2005, he served as Corporate Vice President and General Manager of the Memory Products Group. In 2011, Bozotti began a second (nonconsecutive) term as the President of the European Semiconductor Industry Association (ESIA).
He graduated with a degree in Electronic Engineering from the University of Pavia, Italy.

Queste sono le persone che “stanno facendo oggi l’Europa e hanno fatto l’Europa così come oggi essa è”.
E’ compito di ogni europeo pensante, di ogni professionista della comunicazione, di ogni intellettuale, di ogni libero cittadino, diffondere i nomi e ogni mansione e caratteristica pertinente di questi personaggi. Sapere chi sono e che cosa fanno e come lo fanno è fondamentale per aumentare le possibilità statistiche di poter vincere la battaglia europea per fermare questo massacro e avviare un processo di rifondazione dell’Europa dei Diritti Civili, della Cultura, della Civiltà.
Se non sappiamo neppure chi sono come possiamo minimamente pensare di essere in grado di poterli contrastare?

Sergio Di Cori Modigliani