2014.01.25 – MLNS E AUTODETERMINAZIONE

Posted by Presidenza on 25 Gennaio 2014
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Di  Paulu Leone Cugusi Biancu

Senza il DIRITTO INTERNAZIONALE e le sue NORME attuative, l’Autodeterminazione del Popolo SARDO per riprendersi la sua libertà e organizzarsi come Stato Indipendente, non potrà certo aversi tramite i Partiti Italiani e/o Sardi che sono Enti, costituiti e gestiti secondo le Norme dell’Ordinamento Italiano.
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A tale PROPOSITO…. esiste un articolo della Costituzione Italiana, il n. 10 che dice:

(A) – L’Ordinamento Giuridico Italiano si conforma alle norme del Diritto Internazionale generalmente riconosciute; <quindi, le azioni legali fatte da soggetti a ciò delegati, e nel nostro caso, dal Movimentu Liberatzioni Natzionali Sardu <MLNS> dovranno essere prese in seria considerazione dalla Repubblica Italiana).

(B) – La condizione giuridica dello <straniero> è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.” Lo straniero, nel nostro caso specifico, non è certo il sardo ma l’italiano e tutti gli altri non sardi; <quindi secondo le norme di Diritto Internazionale significa che lo Stato Italiano non può pretendere di fare Leggi per la Sardegna e per i cittadini Sardi (quelli regolarmente iscritti all’Anagrafe sarda).

(C) – Dato che la Costituzione Italiana afferma di “riconoscere e di conformarsi” alle Norme del Diritto Internazionale, la NAZIONE SARDA (formata dall’intero suo Popolo, iscritto all’Anagrafe Sarda) pertanto potrà percorrere il suo cammino <per avere il suo STATO> secondo le modalità democratiche stabilite dal Diritto Internazionale, per cui il MLNS – regolarmente costituito/riconosciuto dall’ONU e dalle Corti Internazionali di Giustizia – è il garante per la SARDEGNA.

Di quello che fa l’Italia ci interessa poco ma nel futuro Stato Sardo la linea sarà molto simile a quella della Svizzera.

sabato 25 gennaio 2014

IMMIGRAZIONE DI MASSA – I lettori del Fatto Quotidiano commentano l’iniziativa in votazione il prossimo 9 febbraio (referendum sulla limitazione di ingresso di frontalieri e lavoratori stranieri – ndr): “E’ così che si fa! Bisogna difendere i propri lavoratori e l’Italia dovrebbe fare altrettanto”

Lo dobbiamo ammettere, eravamo prevenuti. Quando un lettore ha inviato in redazione a nostro giornale (mattinonline.ch – ndr) un link di un articolo de Il Fatto Quotidiano, invitandoci a leggere i commenti dei lettori, immaginavamo di trovarci di fronte una sequela di sproloqui contro la Svizzera. E invece la maggioranza degli utenti del blog ha dimostrato una certa obiettività nei commenti. Eccone alcuni:

Brava la svizzera!! grandissimo paese con i coglioni quadrati!!!

Prima si difende il proprio popolo, dopo vengono gli stranieri! questa si che è civiltà! noi invece ci prendiamo gli immigrati clandestini che ci hanno fatto abbassare la paga!! impara italia!!! e grazie PD

In molti paesi nel mondo si stanno adottando leggi più o meno restrittive sull’immigrazione,e comunque se ne discute.. non mi risulta sia semplicissimo nemmeno trasferirsi negli usa o in australia,se non hai determinate credenziali che possono dipendere anche da un certo mercato. conosco persone che sono dovute tornare,e nessuno si sogna di criticare questi paesi. da noi invece esiste un buonismo di facciata secondo il quale ogni volta che si parla di questi argomenti succede il finimondo

I “politicanti italici” – come al solito – arriveranno ultimi … quando sarà una emergenza e ancora una volta ci saranno quelli che contesteranno perché vivono e sopravvivono solo se c’è caos e qualche cosa su cui discutere.

Hanno preso esempio dalla Kienge pagata da noi per fare gli interessi dei migranti!

Dal “buonismo” ormai siamo passati al masochismo ed a molti piace senza nemmeno sapere cos’è! dovremmo farlo anche in Italia. Non capisco perché dobbiamo dare i contributi a tantissimi disoccupati e perché tantissimi stranieri lavorano in Italia.

Non ci trovo nulla di xenofobo in questo referendum si tratta di pragmatismo che è tipico degli svizzeri. La Svizzera è piccola è ovvio che non può accogliere masse di gente che la vede come la meta dove potersi sistemare o trovare lavoro o asilo. Una volta la gente si spostava poco e anche l’immigrazione era limitata, adesso si rischiano spostamenti consistenti di migliaia e migliaia di persone verso gli stessi paesi, gente che è disposta a lavorare con salari ridottissimi e che metterebbe a rischio i posti di lavoro e i diritti dei locali. Per non parlare delle risorse per accogliere che non sono infinite. Poi in tempi di crisi tutti i paesi hanno una disoccupazione crescente e la Svizzera non fa eccezione, mi sembra normale che cerchi prima di risolvere il problema dei propri disoccupati, come stanno facendo Spagna, Portogallo, UK e persino paesi come il Marocco e la Turchia.

Se il referendum non è contrario ai principi che reggono la Confederazione Elvetica, bisognerà rispettare la volontà del popolo svizzero. Sarebbe bello se anche in Italia si facessero dei referendum (previo controllo di costituzionalità) per decidere su questioni importanti ascoltando il volere dei cittadini.

Perché contingentare l’ingresso di lavoratori stranieri in una fase di stagnazione economica è una misura xenofoba? Mi sembra una misura di realismo politico: se manca il lavoro, non si possono accogliere migliaia di aspiranti lavoratori.

Condivo in pieno la mossa del popolo svizzero , che notoriamente è molto più scaltro e intelligente di quelle pecore di italiani .

Sono rimasti solo Napolitano , Travaglio ( e sua sorella ,come spesso lui replica alle critiche che riceve ) e Vendola a difendere la pletora di delinquenti extracomunitari che arrivano impunemente in Italia , salvo poi a doverli mantenere con tutti gli onori alla babbaccia del popolo che soffre la fame e la disoccupazione permanente

Gli svizzeri fanno i propri interessi, giustamente. Magari li facesse anche l’Italia (alcuni politici già li fanno).

Avere letto questi commenti, ci ha colpito. Non ce l’aspettavamo.

tratto da: (clicca qui)