Una ricerca dell’Università di Roma, La Sapienza, analizza il dna di 57 popolazioni locali e scopre che la differenza di “patrimonio” tra un sardo e un abitante delle Alpi è maggiore di quella tra un ungherese e un portoghese, distanti migliaia di chilometri. E che il ceppo italico non esiste: lo Stivale è da sempre un porto di mare per le genti. Gli effetti del Risorgimento e del Paese unito non si vedono ancora nella popolazione. La nostra struttura genetica è figlia del Medioevo.. E sulla “razza padana”…

 

Venerdì, 10 gennaio 2014

Altro che Unità d’Italia. A leggere il dna degli italiani, sembra quasi che il Risorgimento non ci sia mai stato e che Garibaldi e i suoi Mille, girando per le campagne abbiamo fatto più un passeggiata che una conquista.
Per non parlare poi del fenomeno immigrazione dal sud al nord d’inizio Novecento: nelle patrimonio dei cittadini tricolore, la massa che dal Meridione si è spostata nell’operoso nord non ha lasciato tracce. L’effetto che si scopre analizzando il dna degli italiani e che la diversità che c’è tra i sardi e le popolazioni delle Alpi è maggiore di quella che c’è tra portoghesi e ungherese, praticamente ortogonali nella geografia europea. Infine, ed è la “mazzata finale” per i teorici delle razze: difficile sostenere che esista un ceppo italico: a leggere le caratteristiche della nostra evoluzione, sembriamo uno dei Paesi in cui l’effetto straniero abbia maggiormente inciso. Insomma, un porto di mare per genti di tute le razze.
A rivelare che duecento anni di unioni e figli e un governo unico del Paese non hanno modificato granché il patrimonio individuale è uno studio coordinato dall’Università di Roma La Sapienza. Un team di ricercatori della Sapienza, coordinato dall’antropologo Giovanni Destro Bisol, in collaborazione con gruppi di ricerca delle Università di Bologna, Cagliari e Pisa, ha messo in luce che le popolazioni italiane sono estremamente eterogenee da un punto di vista genetico, tanto da poter paragonare la loro diversità a quella che si osserva tra gruppi che vivono agli angoli opposti dell’Europa.
L’altra faccia del rovescio della medaglia dello studio è che almeno per quanto riguarda il patrimonio genetico siamo uno dei Paesi più ricchi d’Europa. Non aiuterà lo spread, ma almeno è un record positivo.  
Alla base di questa diversità c’è un motivo comune e cioè l’estrema estensione latitudinale dell’Italia. La varietà degli habitat che si trovano lungo la dorsale della nostra penisola favorisce la varietà di piante e animali ospitati nel nostro territorio. D’altro canto per le sue caratteristiche geografiche l’Italia sin da tempi antichissimi ha rappresentato un corridoio naturale per i flussi migratori provenienti sia dall’Europa centrale sia dal Mediterraneo: nel caso dell’uomo hanno contribuito alle diversità tra popolazioni anche le differenze culturali (in primis linguistiche), creando un ulteriore fattore di isolamento rispetto a quello geografico. In entrambi i casi, il risultato finale è la creazione di un “pattern” davvero unico in Europa.
L’accento sull’importanza degli aspetti culturali non è casuale, ma deriva da quello che i ricercatori considerano un aspetto particolarmente originale del loro studio: avere incluso nell’indagine, oltre a popolazioni ampie e rappresentative di città o di grandi aree (ad esempio L’Aquila oppure Lazio), anche gruppi di antico insediamento come le “minoranze linguistiche” (Ladini, Cimbri, e Grecanici), portatrici di aspetti culturali e sociali peculiari nel panorama italiano.
Sono proprio alcuni di questi gruppi, come nel caso delle comunità “paleogermanofone” e ladine delle Alpi oltre a gruppi della Sardegna, che contribuiscono in maniera determinante alla notevole diversità osservata in Italia. Un dato tra tutti: se si considerano ad esempio i caratteri trasmessi dalla madre ai figli di entrambi i sessi (e cioè il DNA mitocondriale), comparando la comunità germanofona di Sappada, nel Veneto settentrionale, con il suo gruppo vicinale del Cadore, o quella di Benetutti in Sardegna con la Sardegna settentrionale, l’insieme delle differenze genetiche calcolate è di 7-30 volte maggiore di quanto si osserva perfino tra coppie di popolazioni europee geograficamente 20 volte più distanti (come Portoghesi e Ungheresi oppure Spagnoli e Romeni).
“I nostri dati – spiega Giovanni Destro Bisol che ha curato la ricerca – testimoniamo come fenomeni migratori e processi di isolamento che hanno coinvolto le minoranze linguistiche, per la maggior parte insediatesi nel nostro territorio prevalentemente tra il medioevo e il diciannovesimo secolo, abbiano lasciato testimonianza non solamente nei loro aspetti culturali (alloglossia, aspetti della tradizioni e del folklore,) ma anche nella loro struttura genetica”.
“Questo studio ci lascia anche una riflessione che va aldilà della dimensione strettamente scientifica e investe l’attualità” conclude Destro Bisol “…sapere che l’Italia, indipendentemente dai flussi migratori recenti, è stata ed è tuttora terra di notevole diversità sia culturale che genetica, può aiutarci ad affrontare in maniera più serena un futuro pieno di occasioni di incontro con i portatori di nuove e diverse identità”.

tratto da: (clicca qui)

 

 

BENE BENE……..

 

lunedì 13 gennaio 2014

Presso una banca a Budapest è avvenuta una esplosione, a causa dell’incidente, che è un attentato, è stata distrutta completamente la facciata dell’edificio e rotti i vetri, comunica la polizia. Nessuno è  rimasto ferito. L’esplosione è avvenuto presso l’edificio della banca CIB, filiale del gruppo “Intesa Sanpaolo”.

I mass media ungheresi  hanno comunicato che poco prima dell’esplosione un uomo con la moto ha lasciato una busta presso la banca. Il suono dell’esplosione è stato percepito alla distanza di alcuni chilometri.

La bomba era ad alto potenziale, a giudicare dai danni, ed è il primo attentato di questo tipo ad un istituto bancario in Ungheria. La scelta non appare casuale. Da tempo, i grandi istituti di credito stranieri vengono accusati dalla stampa ungherese d’essere al centro di speculazioni che hanno danneggiato la popolazione e i risparmiatori. Specialmente, epr ciò che attiene ai mutui per l’acquisto di case.

Fonte notizia: La Voce della Russia.

tratto da: (clicca qui)

 

2014.01.13 – Partito da Cagliari il cargo che imbarca le armi chimiche

Posted by Presidenza on 13 Gennaio 2014
Posted in articoli 

SI STA PREPARANDO L’ENNESIMO ATTO DI GUERRA NEI CONFRONTI DEL POPOLO SARDO.
ATTENTA ITALIA, CI STAI COSTRINGENDO A COMBATTERE PER DIFENDERCI !!!

Sempre più probabile l’arrivo nell’isola dell’arsenale siriano, Cappellacci: è scandaloso utilizzare lo scalo del capoluogo

di Piero Mannironi

12 gennaio 2014

 

SASSARI. Apparentemente solo una curiosa coincidenza. Niente di più di un dettaglio. Eppure, se aggiunta a una lunga serie di altri indizi, questa coincidenza diventa un tassello importante nella definizione del quadro nebuloso dello smaltimento dell’arsenale chimico di Damasco. Acquista cioè un diverso peso specifico e contribuisce a cementare l’ipotesi che i veleni di Assad potrebbero fare tappa in Sardegna. E il dettaglio è questo: una delle due navi cargo che trasporteranno le armi siriane, la Ark Futura, è partita per la Siria da Cagliari.

La nave, che batte bandiera danese, è stata presa in affitto dal gruppo Grendi nel gennaio del 2012, e garantisce quattro collegamenti settimanali tra Cagliari e Vado Ligure. Appartiene alla categoria Ro/Ro cargo, cioè a quelle imbarcazioni progettate per trasportare carichi su ruote (come automobil e autocarri) oppure vagoni ferroviari. I traghetti Ro/Ro, a differenza delle navi mercantili standard che usano una gru per imbarcare o sbarcare un carico, sono infatti dotati di portelloni e di scivoli che consentono alle vetture di salire (roll on) e scendere (roll off) dall’imbarcazione quando è in porto.

Dunque, la Ark Futura è di casa nel porto canale di Cagliari e ha un’ovvia familiarità con le rotte da e per la Sardegna. Guarda caso, è proprio il cargo che deve trasportare le armi chimiche in un porto italiano. Una destinazione sulla quale il Governo continua a mantenere il segreto.

L’altra nave, la norvegese Taiko, dal porto siriano di Latakia, farà invece rotta direttamente per l’Inghilterra.

In questa complicata operazione di smaltimento dei veleni siriani la Sardegna sembra dunque destinata ad avere un ruolo di primo piano. Ne è sempre più convinto anche il governatore Ugo Cappellacci che, proprio ieri a Nuoro, è stato molto esplicito: «Sono molto preoccupato. Le notizie che noi abbiamo dicono che Cagliari è un possibile porto di destinazione delle armi chimiche per il trasbordo sulle navi americane».

Nel piano definito dall’Opac (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) di concerto con l’Onu, gli Stati Uniti e la Russia, si stanno intanto manifestando imprevisti e incertezze sui tempi. Nessuno può infatti dire oggi quanto tempo l’arsenale di Assad dovrà restare in Italia e, quasi sicuramente in Sardegna (a Cagliari o a Santo Stefano), prima di essere caricato sulla nave americana Cape Ray, che dovrà compiere poi in acque internazionali la rischiosa operazione di inertizzazione dei veleni chimici.

Le due ipotesi più probabili sono dunque Santo Stefano, con il suo gigantesco deposito sottoroccia e Cagliari. Da qui, infatti, le armi potrebbero essere portare via terra nel vicino poligono di Teulada in attesa dell’arrivo della nave americana Cape Ray.

Altro elemento nuovo di questi giorni: non c’è più certezza sulla reale dimensione dell’arsenale siriano. In un primo momento si era parlato di 500 tonnellate di armi chimiche. Poi, si è saliti a 750. E, secondo alcune indiscrezioni che stranamente non trovano smentite, si potrebbe arrivare perfino a 1.300 tonnellate.

La speranza che si arrivi a un momento di chiarezza è legata all’arrivo a Roma il 16 gennaio del direttore generale dell’Opac, Ahmet Uzumcu. È previsto un suo incontro con il ministro degli Esteri Emma Bonino e una visita in Parlamento per spiegare, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, le operazioni di smaltimento delle armi chimiche siriane, in particolare le fasi che riguardano il trasbordo degli agenti chimici da un cargo danese o norvegese alla nave Usa Cape Ray.

tratto da: (clicca qui)

 

 

2014.01.12 – No Tares, protesta dilaga a Oristano, Marrubiu e Arborea

Posted by Presidenza on 12 Gennaio 2014
Posted in articoli 

Manifesti di protesta sulle vetrine di tanti negozi. Il messaggio è molto semplice: «La Tares mi toglie il pane. Io non pago». Poi l’appello alla rivolta: «Quando l’ingiustizia si fa legge, la ribellione è un obbligo»

Foto da www.paradisola.it

11 Gennaio 2014

A Oristano, Marrubiu e Arborea la protesta contro la Tares finisce in vetrina. L’iniziativa è  dell’associazione culturale Terra Sarda che ha sede a Oristano nella stessa palazzina di via Dritta che ospita il Governo sardo provvisorio insediato lo scorso ottobre da un gruppo di indipendentisti e sta riscuotendo molto successo tra i commercianti prima di Oristano e ora anche del circondario, in particolare a Marrubiu e Arborea.

I primi manifesti di protesta sono apparsi proprio sulla  facciata della palazzina di via Dritta, la strada pedonale che collega piazza Roma e piazza Eleonora nel cuore commerciale della città. Poi a poco a poco sono finiti sulle vetrine di tanti negozi, ma anche di attività artigiane e non solo. Il messaggio è molto semplice, così come la grafica: «La Tares mi toglie il pane. Io non pago», ed è accompagnato da una sorta di appello alla rivolta: «Quando l’ingiustizia si fa legge, la ribellione è un obbligo».

«Gli striscioni sono soltanto il primo passo, ma la marcia anti tasse è lunga e potrebbe culminare con azioni eclatanti», spiegano dalla palazzina di via Dritta, dove chi vuole può ritirare liberamente le copie del manifesto, annunciando per martedì prossimo una riunione dei cittadini di Arborea contro la Tares. L’appuntamento è alle 15 presso le strutture della Fiera alla periferia del paese.

tratto da: (clicca qui)

 

Scritto il 15/11/13

Accanto all’oscuro Carlo Bozotti, re della micro-elettronica che controlla l’infrastruttura web, siedono Paolo Scaroni dell’Eni e rampolli delle più importanti dinastie dell’élite italiana, da John Elkann del gruppo Fiat a Rodolfo De Benedetti della Cir. Sono gli onnipotenti signori della Ert, European Round Table of Industrialists, la super-lobby più potente della Terra. Fondata trent’anni fa su iniziativa di Reagan per controllare l’Europa, con la partecipazione di italiani come Umberto Agnelli e Carlo De Benedetti, la Ert è oggi la vera struttura di comando dell’Unione Europea, quella che “detta” le direttive ai vari Barroso e Van Rompuy, i quali poi – a catena – le passano agli ultimi esecutori periferici, che in Italia si chiamano Berlusconi e D’Alema, Letta e Monti. La notizia? «Ormai, convinti di aver vinto, si sono aperti il loro bravo sito dove si presentano per ciò che sono, suddivisi per settori di competenze e segmenti di mercato». Ora prova a smascherarli un documentario dirompente, “The Brussels Business”, diretto da Friedrich Moser e Mathieu Lieuthert, che verrà proiettato nelle principali città europee.

Sono la vera cupola che sovrintende al destino degli europei, scrive il blogger Sergio Di Cori Modigliani: «Decidono chi governa e chi non lo fa, stabiliscono se l’Italia avrà le larghe intese, se la Germania avrà la grosse koalition e se è il caso che il Belgio abbia o non abbia un governo. Decidono quali leggi far passare in Italia e nel resto d’Europa. Decidono quanti disoccupati ci devono essere o non essere, e se le imprese italiane devono o non devono essere pagate. Sono tutti membri del più potente club del pianeta. In confronto, il Bilderberg è folklore per nuovi ricchi a caccia di status sociale da esibire». La foto di gruppo dei fondatori parla chiaro: sul ponte di comando figurano i signori Thyssen, Siemens, Shell, Philips, Nestlé, Volvo, Renault. Oggi sono ancora più potenti, da quando Bruxelles ha centralizzato ogni decisione sul nostro futuro. Bce, Fmi, Commissione Europea, Eurozona. Siamo nelle loro mani. Hanno migliaia di funzionari, miliardi di budget. «Controllano il 75% della produzione mediatica europea», e inoltre presidiano «le borse, i mercati, gli investimenti industriali». Stabiliscono tutto: «Le assunzioni nelle corporation e nelle aziende statali strategiche, le commesse militari, chi deve andare su e chi giù, chi andrà a dirigere i canali televisivi, i giornali, le banche». Leggi, capitali, leader. Decidono tutto loro: «Parlare di Berlusconi o di Letta è inutile, sono persone che non contano nulla».

Il documentario di Moser e Lieuthert li mette a nudo: «Loro sono i monarchi, noi siamo i loro sudditi. Per queste persone noi non esistiamo come esseri umani, siamo – come ha ben sintetizzato il grande sociologo Zygmunt Bauman – un danno collaterale». Il loro obiettivo, in questa fase? «Distruggere ogni tentativo di costruire modelli di cittadinanza attiva e di opposizione ai partiti che loro controllano e finanziano». E’ intorno a questo club che si gioca la partita d’Europa, continua Modigliani: è fondamentale quindi conoscerne la genesi, le modalità di comportamento e la strategia di impiego. Solo così potremo «cominciare a parlare delle questioni vere, sapendo chi sono gli interlocutori veri, di cui in televisione e sul cartaceo non sentirete mai neppure una parola al riguardo». Chiaro: «Sapere chi sono e cosa fanno è fondamentale per aumentare le possibilità statistiche di poter vincere la battaglia europea per fermare questo massacro e avviare un processo di rifondazione dell’Europa dei diritti civili, della cultura, della civiltà: se non sappiamo neppure chi sono, come possiamo minimamente pensare di essere in grado di poterli contrastare?».

tratto da: (clicca qui)

 

2014.01.12 – Le scie chimiche esistono eccome, ecco un’altra prova

Posted by Presidenza on 12 Gennaio 2014
Posted in articoli 

11 gennaio 2014

SCIE CHIMICHE ESISTONO. ECCO UN’ALTRA PROVA: L’ACCORDO GERMANIA-USA PER SPARGERE BARIO NELL’ARIA

http://ntrs.nasa.gov/archive/nasa/casi.ntrs.nasa.gov/19710014041_1971014041.pdf

di Gianni Lannes

L’ennesima  prova parla chiaro: un accordo fra Germania e Stati Uniti d’America – datata 14 aprile 1971 – per il rilascio del tossico bario nell’atmosfera. 

Un’operazione segreta per i comuni mortali, curata nei dettagli, come al solito, da Nasa e Max Planck Institute.

In realtà, il primo esperimento per la dispersione di bario in cielo, è stato realizzato in Sardegna nel 1963, sempre a cura dei medesimi criminali in camice bianco e divisa d’ordinanza che stanno avvelenando dall’alto mezzo mondo. 

Grazie anche alla tacita connivenza dei governi fantoccio, come quello italidiota, che non stato eletto dal popolo sovrano, ma imposto da un presidente abusivo secondo la Corte Costituzionale (pronunciamento del 4 dicembre 2013: in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale per farlo decadere ufficialmente, insieme al govermo e al parlamento).

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=sardegna

 Torino (8 gennaio 201245): scie chimiche – foto Antonio Bassi

Mister Matteo Renzi, ora lei ha soltanto una possibilità se vuole almeno salvare la faccia in zona Cesarini: chiedere scusa in primis al popolo italiano e agli iscritti al PD, per la dichiarazione resa in tv, alla Rai, nella trasmissione Ballarò, senza contraddittorio pubblico, in cui ha annunciato un trattamento sanitario obbligatorio per quelli del suo partito che avvistano le scie chimiche. 

E’ praticamente impossibile negare un fenomeno così evidente, a meno di non abdicare alla prorpia intelligenza e alla propria dignità. Ergo: lei usando arbitrariamente il servizio televisivo pubblico ha offeso milioni di italiane e italiani. 

Egregio segretario del piddì, scherzi a parte, non è consentito a nessuno scherzare con la vita anche di una sola persona. Si dimetta e tolga il disturbo. L’Italia non ha bisogno di giullari che dettano ancora legge per conto straniero.

Post scriptum

Egregio Renzi, se prima di darsi all’ippica vuole confrontarsi seriamente sull’argomento chemtrails in un ambito pubblico sono disponibile, ma almeno si faccia preparare dal suo consulente israeliano nel Parlamento italiano, esperto in economia.


approfondimenti:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=TERREMOTIhttp://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=haarphttp://www.bibliotecapleyades.net/archivos_pdf/probing_with_HAARP.pdf 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=bario

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=SCIE+CHIMICHE

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=NATO

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=TERRA+MUTA

 

 

PAROLA D’ORDINE IN ATTO: DIMEZZARE LA POPOLAZIONE MONDIALE

di Gianni Lannes

 Tecnocrazia significa che il reale governo degli Stati non è in mano a coloro che sono stati eletti con i criteri della democrazia rappresentativa, bensì è detenuto da una ristretta cerchia di oligarchi (Rockefeller & Rothschild), proprietaria di banche, risorse energetiche, industrie farmaceutiche, e mass media, la quale resta nell’anonimato perché espressamente questo chiede ai direttori dei propri giornali e reti televisive “pubbliche” (sic!) e private, che, ad esempio, non debbono parlare criticamente delle riunioni del Bilderberg e della Trilateral Commission, nonché sfiorare le decisioni a porte chiuse del Codex Alimentarius, della Banca mondiale, del Fondo monetario internazionale e della Banca centrale europea, e così via.

Questi organizzazioni terroristiche a cui sono affiliati anche i vertici delle autorità italiane (in primis il presidente del consiglio dei ministri Enrico Letta, come luiMonti, Prodi, e tantissimi altri ben integrati ai piani bassi dell’organigramma), del nuovo ordine mondiale ritengono che un eccesso di popolazione minacci il loro potere. E così gli obiettivi malthusiani vengano perseguiti dalla élite favorendo le guerre, la sterilità, le malattie, soprattutto il cancro.

Prendiamo in considerazione qualche elemento probante. Risale al 24 aprile 1974 il “Memorandum” per la Sicurezza Nazionale dal titolo emblematico:

 «Implicazioni della crescita mondiale della popolazione per la sicurezza degli Stati Uniti e i suoi interessi all’estero». In questo memorandum confidenziale, desecretato nel 1989, Henry Kissinger proponeva «lo spopolamento (depopulation) dovrebbe divenire la prima priorità della politica USA verso il Terzo Mondo», in particolare verso 13 paesi, in testa ai quali c’è l’America Latina.

Http://pdf.usaid.gov/pdf_docs/PCAAB500.pdf

 Kissinger trasformò poi questo memorandum in un manifesto ambientalista per l’allora presidente Jimmy Carter che si chiamava “Global 2000”: dove si prevedeva anche la scarsità alimentare programmata per ridurre la popolazione nel Terzo Mondo. Questo obiettivo è anche e tuttora in agenda di ONU, di UNFPA (United Nations Population Fund) e dell’UNICEF. Il programma di una riduzione demografica forzata è da allora più volte riemerso concretamente.

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ROCKEFELLER

Altri due fatti incontrovertibili alla voce condizionamenti: il clan Rockefeller è proprietario dei suoli a New York dove è sorto il Palazzo dell’Onu (ho acquisito i documenti del governo USA). David Rockefeller ha finanzato anche Greenpeace. Singolare coincidenza: i cosiddetti “guerrieri dell’arcobaleno”, o meglio i caporioni, negano l’esistenza delle scie chimiche.

Robert Mc Namara, ex presidente della Banca Mondiale, ex segretario degli Stati Uniti e uno dei maggiori fautori del programma mondiale di vaccinazioni ha dichiarato:
«Bisogna prender misure drastiche di riduzione demografica, contro la volontà delle popolazioni. Ridurre il tasso di natalità si è rivelato impossibile o insufficiente; bisogna quindi aumentare il tasso di mortalità. Come? Con mezzi naturali: la carestia, la malattia».

 Il vero pericolo c’è l’abbiamo in patria, e avanza inesorabilmente contro di noi: vale a dire una politica genetica fuori controllo che può introdurre (attraverso i vaccini e il cibo), ormai nei bambini, pericolose mutazioni genetiche, per finalità politiche che non vanno di sicuro nella direzione della salute, né della libertà e per mezzo dei questo è destinato a compiersi attraverso i programmi di vaccinazione pediatrica. Mai sentito parlare di una sperimentazione segreta sui bambini decollata nel 2006 sotto il secondo Governo Prodi (ministro della salute tale Livia Turco)? Per fortuna alcuni tribunali italiani (ultimo caso cronologico il Tribunale di Pesaro) hanno cominciato ricoscere il nesso di causalità tra vaccinazioni obbligatorie e autismo.

 http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/10/vaccini-esperimenti-segreti-in-italia.html

L’ulteriore passo della ricerca militare (gli Usa sono i maggiori produttori al mondo di armi batteriologiche e la nazione dove, per legge, le aziende farmaceutiche sono affiliate alle forze armate) è riuscito a trasformare l’agente patogeno in forma cristallina, in modo che lo si potesse veicolare senza deteriorarsi per irrorazione aerea, inserito nella catena alimentare oppure facendone come veicolo trasmettitore insetti come zanzare. Una tazza di questo agente è in grado di far ammalare l’intera popolazione del Belgio. Aumentandone la virulenza alla settima potenza l’agente procura deperimento fisico e depressione; all’ottava potenza è in grado di provocare la sindrome da affaticamento cronico (encefalomielite mialgica); alla decima potenza si ottengono i sintomi tipici dell’Aids, con morte entro un certo lasso di tempo.

 Del micoplasma, derivato dalla brucella modificata e cristallizzata, il mondo medico non sa nulla, essendo tecnologia militare, non deve esser resa nota. Essa come tale è brevettata dall’esercito.

Nel febbraio del 1962 negli USA fu varato lo “Special Virus Cancer Program”, che ufficialmente si doveva occupare di ricerca anticancro, mentre poi è venuto a galla che esso fu varato dalla Cia insieme al National Institute of Health allo scopo di mettere a punto un agente patogeno contro il quale l’uomo non abbia alcuna immunità naturale. Questo tipo di ricerca è stato avviato al fine di “tenere sotto controllo la popolazione”. Provate a chiedervi per chi ha lavorato per anni ed anni, il famigerato Robert Gallo (alla voce HIV+AIDS). Nel 1997 il Pentagono ha rivelato che nel 1953 il governo americano chiese e ottenne da quello canadese di poter testare sui 500 mila abitanti della città di Winnipeg una nuova arma chimica, il cancerogeno solfuro di zinco cadmio, che fu spruzzato dagli aerei per 36 volte successive. Al sindaco della città fu detto che si trattava di una nebbia chimica che avrebbe protetto la città da un possibile attacco nucleare.Per la cronaca documentata: nel 1963 la Nasa in collaborazione con diverse università europee ha varato in Sardegna – su aree abitate – il primo esperimento in Europa di irrorazione aerea con il bario, una sostanza tossica che provoca malattie neurodegenerative come attesta la letteratura scientifica.http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/11/esperimenti-segreti-in-sardegna-made-in_25.html

Veniamo al dunque: l’aerosolterapia bellica. Si tratta delle scie chimiche rilasciate quotidianamente da numerosi aerei che solcano i cieli di gran parte dle mondo, compresa l’Europa e soprattutto l’Italia. Non è vapore acqueo, o residuo della combustione del motore; ne è prova il fatto che persistono a lungo in cielo, a bassa quota, mentre le scie di condensa si originano a quote superiori agli 8 mila metri di altitudine e con determinate condizioni metereologiche. Gli aerei cisterna privi di contrassegni di identificazione (pur obbligatori in base alle norme internazionali) che nebulizzano quotidianamente i cieli di Gaia  volano infatti nelle aerovie militari, notoriamente sottostanti a quelle civili. Chi minaccia come Matteo Renzi dal salotto della Rai (Ballarò) – per giunta senza contraddittorio – di trattamento sanitario obbligatorio i testimoni del pericoloso fenomeno (iscritti al PD), o farnetica da siti online spazzatura come Giornalettismo.com, fa alla prova dei fatti soltanto disinfomazione e non ha alcun rispetto per la vita. Queste scie contengono particolato metallico, in particolare bario, alluminio, litio, torio radioattivo, polimeri artificiali eccetera.

 Quando era ministro Antonio Di Pietro ebbe a dichiarare pubblicamente che si trattava di “una tecnologia militare che doveva restare segreta”. Ebbene chi ne è al corrente all’interno delle istituzioni dello Stato tricolore, dorme sonni tranquilli, pensando che si tratta di una tecnologia militare volta a proteggerci, oppure volta a migliorare la nostra salute. Assodato che esiste una ricerca bellica a perfezionare armi biologiche per la guerra e per la drastica riduzione della popolazione mondiale, dobbiamo chiederci se la presenza sempre più persistente di scie chimiche nei cieli sia puramente casuale. Infine, qualche esperto intruppato spieghi al popolo sovrano la genesi del terremoto registrato – dall’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia – il 16 dicembre 2013 nel Golfo di Napoli, con ipocentro (profondità) a zero chilometri.

La paura collettiva è la più potente arma di controllo delle masse, mentre la soluzione universale che stanno approntando è l’intaurazione di un nuovo ordine mondiale. Altro che complottismo. Allora, non possiamo arrenderci senza combattere. Giù la testa criminali planetari: siamo alla resa dei conti. Popoli di Madre Terra: SU LA TESTA!

RIFERIMENTI:

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=KISSINGER

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=NAPOLITANO

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=SCIE+CHIMICHE 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=VACCINI

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=TERREMOTIhttp://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=haarphttp://www.bibliotecapleyades.net/archivos_pdf/probing_with_HAARP.pdf

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=LETTA

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=SARDEGNA

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=NATO

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=TERRA+MUTA

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ROTHSCHILD

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=ASPENa qui)

tratto da: (clicca qui)