di SALVATORE ANTONACI

Ogni settimana, compare una nuova minaccia da parte degli inglesi, con riferimento al referendum scozzese per l’Indipendenza. Una quindicina di giorni fa, il ministro dell’economia ha detto che una Scozia indipendente non farà parte della sterlina. E ora?

Ora, dicono, se la Scozia diventerà indipendente dovrà dire addio alla Bbc. Ad avvertire gli scozzesi su questa possibile conseguenza del referendum del 18 settembre è stata il ministro britannico della Cultura, Maria Miller.

Al referendum si deciderà “se la Scozia vuole o meno continuare a far parte del Regno Unito”, se gli elettori vorranno la secessione “sarà un voto per lasciare le istituzioni del Regno Unito e la Bbc è una di queste”, ha detto oggi la Miller, citata dal Guardian mentre interveniva alla Oxford Media Convention.

Beh… se a veneti, lombardi, campani, siciliani o sardi dicessero che se diventassero indipendenti non avrebbero più la Rai fra le scatole, non credo si metterebbero a piangere. Tutt’al più guarderebbero una emittente straniera… e senza pagare il canone.

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giovedì 27 febbraio 2014

MOSCA, 27 FEB – MOSCA, 26 FEB – Prime barricate in Ucraina: le hanno erette alcune centinaia di russofoni davanti alla sede del parlamento di Crimea, a Sinferopoli, la capitale, dove ieri ci sono stati i primi scontri con la minoranza etnica dei tartari, schierati con Kiev. Lo riferisce la tv Rossia 24. Le barricate sono state fatte con legno, pezzi di metallo, botti e pneumatici. I poliziotti per ora non intervengono. L’obiettivo dei russofoni e’ la convocazione di un referendum sulla secessione della Crimea dall’Ucraina. 

Attorno alle 9.00 del mattino – ora locale – un centinaio di persone, secondo Interfax, ha fatto irruzione nel parlamento sparando contro i vetri dell’ingresso. Poi hanno tolto dal pennone la bandiera ucraina e hanno issato il tricolore russo, che sventola insieme a quella della repubblica di Crimea. Il blitz e’ stato confermato anche dall’agenzia di stampa del parlamento.

A compiere il blitz, secondo la tv Rossia 24, sono state forze di autodifesa della popolazione russofona. Gruppi che si stanno organizzando anche in altre citta’ della Crimea e che, secondo Ria Novosti, hanno intenzione di convergere su Sinferopoli. Secondo fonti locali, si tratterebbe di non meno di 20.000 uomini pronti allo scontro militare e armati.

Intanto, i ceceni sono pronti a partire per l’Ucraina se necessario, per proteggere i russi che vi abitano. Lo ha dichiarato poco fa il loro leader, Ramzan Kadyrov, leale al Cremlino. Lo riferisce l’agenzia Interfax. “Ucraina e Russia sono popoli fratelli. Ho molti amici ucraini, e come tutti mi rammarico per quanto sta accadendo”, ha detto Kadyrov.

Mentre tutto ciò sta accadendo, l’autoproclamato presidente ucraino ad interim, il golpista Oleksandr Turchynov, ha messo in guardia la flotta russa del Mar Nero contro ogni aggressione militare. “Mi rivolgo ai dirigenti militari della flotta del mar Nero: tutti i militari devono restare sul territorio previsto dagli accordi. Ogni movimento di truppe armate sarà considerato alla stregua di un’aggressione militare”, ha dichiarato il sedicente “presidente” dell’Ucraina Turchynov poco fa in parlamento a Kiev.

Sul piano militare, i jet da guerra russi lungo i confini occidentali sono stati posti in allerta da combattimento. Lo ha annunciato il ministero della Difesa dopo il blitz degli oppositori ai golpisti di Kiev che hanno preso il controllo delle sedi del parlamento e del governo della Repubblica autonoma di Crimea. “I nostri aerei da guerra stanno effettuando pattugliamenti aerei continui nelle regioni di confine”, si legge in un comunicato. “Al momento hanno ricevuto un segnale di massima allerta”, aggiunge la nota.

In Ucraina, di fatto, è scoppiata la guerra civile. Guerra che potrebbe anche diventare un contronto armato tra NATO e Russia. La situazione è in rapida evoluzione

max parisi

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